ADESSO PARLI IL CAMPO
Ed eccoci ancora qui! E’ giunto il momento, cari atleti, di scendere in campo. Lo spazio, il tempo per i dibattiti, le assemblee, i commenti più o meno obiettivi è terminato.
Adesso la parola passa al campo e come da sempre sostengo io è alla fine l’unico giudice della verità.
E’ stata una estate molto più calda della norma e forse tutti l’abbiamo sentita e vissuta con un po’ di preoccupazione. Ci siamo forse “accaldati” più del dovuto ed abbiamo tratto conclusioni un po’ affrettate. Forse era il caso di concederci una pausa con una bella “doccia fredda” rinfrescante.
Abbiamo però scelto di dare ascolto al volere dell’Assemblea che in più di una occasione (e non solo durante i lavori di inizio ottobre) si è espressa in merito ad alcune scelte più o meno condivisibili ma sempre e comunque espressione democratica di una chiara volontà di “virare” da una parte piuttosto che dall’altra. Ora non è più tempo per fare “processi” o ricercare un colpevole, un “capro espiatorio” per sfogare la nostra rabbia o la nostra delusione. Anzi vi do io un suggerimento per sfogarvi: il campo di giuoco, la palestra, il “teatro” delle vostra gesta sportive. E’ lì che dovete dare il meglio, è lì che dovete dimostrare la vostra forza, è lì che dovete far valere le vostre doti sportive ed umane. E’ lì dove vi esprimete al meglio, dove date vita a spettacoli sublimi, è li dove nessuna regola o limitazione può cancellare la vostra bravura e le vostre capacità. Bene, concentratevi su queste, lasciate da parte le chiacchiere ed i rancori ma vivete lo sport, il vostro sport, nella migliore espressione possibile: in campo 5 amici contro 5 amici e che vinca il migliore!
E sugli spalti che ci sia sempre il calore di un tifo sano e che sia capace di “accompagnare” i propri beniamini al traguardo finale. Un tifo che non sia denigratorio e volgare nei confronti della squadra avversaria. Un tifo che non inciti alla violenza come mi è capitato di assistere durante le recenti finali. Udire certe frasi aberranti contro un'altra squadra, incitare alla violenza un giocatore è quanto di più “vomitevole” abbia mai potuto udire.
La Federazione dissociandosi da questi “pseudo-tifosi” prenderà in futuro seri provvedimenti nei confronti delle società di appartenenza di tali soggetti. Questo non è il wheelchair hockey che sogno io e credo nessuno di voi. Vi chiedo pertanto di aiutarmi a combattere questa brutta “piaga” del nostro fantastico sport.
Lasciamo quindi spazio al campo, al gioco, alla sana competizione. Io, il Consiglio e tutti i miei collaboratori nel frattempo continueremo a lavorare per migliorare tutti quei “lati-oscuri” che ancora necessitano di migliorie. Posso assicurarvi sin da oggi il massimo impegno che mai è venuto meno nel rispetto di chi ci ha posto a “capo” del nostro movimento.
Cari atleti, cari dirigenti, tifosi al seguito: buona stagione a tutti!
E buona stagione anche ai 60 arbitri che saranno impegnati su più fronti. Il loro contributo è essenziale ed importante quanto il vostro. Aiutiamoli nel loro lavoro e loro aiuteranno noi.
Un caloroso e fraterno abbraccio.


